Il cucchiaino batte due volte contro la tazza. Fuori passa un camion. Tu stai pensando alla bolletta, a quella telefonata che rimandi da ieri. Poi il caffè ti scotta la lingua. Eccoti qui. Vivo. Con una giornata intera da attraversare.
Aspetta. Proprio questo è il punto: com’è possibile che tu sia qui?
Per capirlo dobbiamo lasciare la cucina. Molto indietro. Prima della Terra, prima del Sole, quando nessuna stella aveva ancora acceso il buio. Nell’Universo primordiale materia e antimateria si incontravano e si annichilivano, trasformandosi in altre particelle, anche luce. Se fossero rimaste perfettamente bilanciate, dove avrebbe trovato posto la materia di cui sei fatto? Quel tuo cucchiaino? La bocca di tua madre, quando pronunciò il tuo nome?
Invece qualcosa è rimasto. Una minuscola eccedenza di materia. Abbastanza perché il cosmo potesse popolarsi di galassie. Abbastanza per questa mattina, per le tue mani intorno alla tazza. Da dove venga quello squilibrio è uno dei grandi misteri della fisica.
Nel luglio 2025, su Nature, gli scienziati dell’esperimento LHCb del CERN hanno raccontato una scoperta: per la prima volta hanno osservato una differenza nel comportamento dei decadimenti di un barione e della sua controparte di antimateria. I barioni sono la famiglia a cui appartengono anche protoni e neutroni, mattoni dei nuclei atomici. Quello studiato è un loro parente pesante e instabile. Il nome tecnico del fenomeno è violazione della simmetria CP. Tu puoi immaginare uno specchio che, in certi processi, non restituisce una copia perfetta.
Attenzione: questa scoperta non spiega ancora perché la materia abbia prevalso. L’asimmetria prevista dalla teoria attuale è troppo piccola per giustificare quella cosmica. Abbiamo aperto una porta. Dietro, il corridoio continua.
E adesso guarda le tue dita. Muovile. Dentro quel gesto abita una storia più antica delle montagne, degli oceani, di qualsiasi parola umana. Ti sembra ancora una mattina qualunque?
Forse cercavi la perfezione nell’identico, nel pareggio, nelle due metà esatte di una figura. E scopri un Universo in cui anche le simmetrie si spezzano. La realtà ha più immaginazione delle nostre idee sulla perfezione.
Ma la domanda più audace deve ancora arrivare. Quando avremo compreso tutti i passaggi, avremo esaurito anche il mistero di esserci? Conoscere come nasce una cosa significa sapere tutto del suo perché?
Puoi restare su questa soglia senza rinunciare alla ragione. Lasciare che lo stupore diventi una domanda. Che l’esistenza possa avere anche il sapore di un dono. Che dietro le leggi ci sia una libertà capace di volere un mondo. Un Creatore.
Riprendi la tazza. Il caffè si è raffreddato. E se tu fossi anche desiderato? Prova a lasciare aperta questa possibilità. Perfino a darle un nome: Dio. Sorprendente, vero?
Alessandro Ginotta