Fibonacci: la partitura del Creatore

Fibonacci: la partitura del Creatore

Una nota divulgatrice scientifica1 ha pubblicato di recente un video capace di fare una cosa folle e meravigliosamente semplice: prendere la sequenza di Fibonacci e trasformarla in note musicali. Sì, proprio lei, quella fila di numeri che parte da 0 e 1 e cresce sommando ogni numero ai due precedenti: 0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21… Un respiro matematico che sembra nato su una lavagna, mentre invece, quando diventa suono, sorprende l’orecchio con una composizione piacevole, quasi naturale. E qui viene il bello, perché siamo abituati a pensare la matematica come qualcosa di freddo, severo, squadrato, mentre la musica ci appare calda, viva, emozionale; eppure, quando una serie numerica diventa melodia, ci accorgiamo che questi due mondi si tengono per mano da sempre, perché ritmo, intervallo, proporzione, armonia e vibrazione sono parenti stretti, forse addirittura fratelli. Davvero una regola matematica può nascondere una musica bella? Davvero dietro una successione di numeri può vibrare qualcosa che l’orecchio riconosce come armonioso, come se il cervello dicesse “è esatto” e il cuore rispondesse “è bello”? La divulgatrice mostra il fenomeno e lascia che lo stupore faccia il suo lavoro.

Io, invece, sottolineo come questo fatto spalanchi una finestra da cui può entrare una luce difficile da ignorare. Questa armonia nascosta nella serie di Fibonacci mi sembra l’ennesimo indizio di un ordine precostituito nell’universo, una firma discreta ma tenace, un filo d’oro che attraversa formule, galassie, conchiglie, cellule e suoni, e ci sussurra che il caos è forse il nome che diamo a ciò che ancora non abbiamo imparato a leggere. Qualcuno sorriderà: “Sono solo numeri”. Ma anche un orologio è solo metallo, finché non ti accorgi che ogni ingranaggio serve a qualcosa e che il tempo viene custodito da un’intelligenza. Se trovassi un orologio nel deserto, penseresti davvero che sia nato da solo, dopo miliardi di granelli di sabbia spostati dal vento? Oppure ti verrebbe naturale cercare un orologiaio? E allora guardiamo l’universo: leggi fisiche finissime, costanti calibrate, geometrie che ritornano, materia che danza, vita che emerge, coscienza che si interroga, bellezza che trabocca persino da una sequenza numerica trasformata in musica. Io non vedo soltanto formule, vedo una grammatica; non vedo soltanto ordine, vedo intenzione; non vedo soltanto armonia, vedo una mano che ha accordato lo strumento prima del concerto.

Questa è la mia conclusione logica e audace: se esiste una musica così profonda dentro i numeri, se la realtà è costruita con una precisione che genera bellezza, allora l’universo è una partitura immensa, scritta da un Compositore che ha nascosto il suo nome tra le note della creazione. E forse Dio non grida per farsi trovare, perché gli basta far cantare i numeri. Sorprendente vero?

Alessandro Ginotta

  1. La divulgatrice scientifica Virginia Benzi, nota come Quantum Girl, ha convertito la famosa sequenza di Fibonacci in una melodia: https://youtu.be/fYoePUMoxQo?si=tMZYuHN2PFMdaS01 ↩︎

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SORPRENDERSI CON DIO